Cappella Sansevero Napoli

Cappella Sansevero : la magia del Cristo Velato

In molti conoscono la straordinaria Cappella Sansevero di Napoli, in un vicolo laterale di fianco alla Basilica di San Domenico Maggiore; la sua fama è legata indissolubilmente al Cristo Velato custodito al suo interno e alla figura emblematica del suo artefice, Raimondo di Sangro, settimo Principe di Sansevero.

L’attuale assetto della Cappella Sansevero e la quasi totalità delle opere in essa contenute, infatti, sono frutto della volontà di Raimondo di Sangro, che a partire dagli anni ’40 del ’700 chiamò a Napoli alcuni dei migliori artisti italiani dell’epoca, tra cui il Corradini, il Queirolo, il pittore Nicola Maria Rossi, Francesco Celebrano, pittore e scultore, Paolo Persico e Francesco Maria Russo, che si adoperarono al massimo per edificare questa splendida costruzione.

La facciata è modesta ma, dalla piccola porticina alla calata San Severo o dalla Porta Grande, si entra in un mondo fatto di simboli e misteri, legati al pensiero illuminista, all’amore per la bellezza e la passione per la scienza.

Sotto ogni arco c’è un monumento sepolcrale con la statua del componente della famiglia lì sepolto e presso ogni pilastro l’urna della rispettiva consorte, con sculture rappresentanti le virtù della dama. Tra le numerose statue marmoree presenti all’interno della Cappella, ve ne sono tre molto particolari, che stupiscono il visitatore per l’estrema finezza di esecuzione ed il dettaglio di particolari che le caratterizzano.

Cappella Sansevero, Napoli

In corrispondenza del pilastro a sinistra dell’altare si trova la statua della Pudicizia, di Antonio Corradini, che rappresenta una donna la cui nudità compare completamente velata; al pilastro di destra si trova invece il Disinganno, di Francesco Queirolo, che riproduce un uomo che si libera da una rete con l’aiuto di un genio. Infine, al centro della navata, si trova la più famosa di tutte le statue, il  Cristo velato, che raffigura Gesù disteso e coperto da un sottile velo.

Mai un velo è stato rappresentato in questo modo, la vena gonfia sulla fronte, le trafitture dei chiodi sui piedi e sulle mani, il costato scavato, i ricami del sudario e gli strumenti della Passione poste ai piedi del Cristo, … dettagli che lasciano senza fiato e che affascinano qualsiasi persona che si presenti per la prima volta, e non solo, nella cappella.

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Completano le opere un medaglione con ritratto, lo stemma della casata e le iscrizioni latine dettate da Raimondo; sull’altare , sostenuta da angeli di stucco, è collocata l’immagine della “Pietatella”.

All’interno di una cavea sotterranea sono conservate, le famose macchine anatomiche, realizzate probabilmente dal medesimo Principe Raimondo, uomo di grande ingegno che mostrò sempre molto interesse per le scienze e in particolare per l’anatomia.
Queste due macchine, poste all’interno di due teche, rappresentano gli scheletri di unj uomo e di una donna in cui sono visibili tutt’oggi il sistema artero-venoso quasi perfettamente integro.

Visitare la Cappella Sansevero

Dove: Via Francesco De Sanctis, alle spalle di Piazza San Domenico Maggiore.
Orari: Aperta tutti i gironi tranne il marted, feriali dalle 9:30 alle 18:30, festivi dalle 9:30 alle 14:00.
Tariffe d’ingresso: il biglietto è di soli 7€.

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